La storia
Apparve il 5 settembre 1905, in una modesta Sede di un BAR sito in P.za Piemonte, qui a Milano.
Non era una “METEORA”, ma una stella semplice e luminosa tanto che, oggi, nel 2004, brilla ancora con una luce inestinguibile.
Alla sera, dopo il lavoro operai, impiegati, esercenti, si riunivano nel BAR per una partita a carte, per rilassarsi, per scambiarsi pareri, per confidare certi segreti, o semplicemente per il piacere di ritrovarsi, creando cosi’ una vera amicizia, o in
alcuni casi rafforzandola maggiormente.
Alcuni cercavano un conforto per problemi personali, altri comunicavano, invece, successi ottenuti sul lavoro, altri raccontavano aspetti della vita quotidiana.
Nell’attuale epoca, possono sembrare sciocchezze, ma in quei tempi erano valori umanitari che incitavano il senso dell’onore, del dovere e dell’onestà.
Ciò che descrivo è un preludio di qualcosa che , visto l’impegno e la stima fra quelle persone, doveva nascere.
Comunque, rafforzata l’amicizia, fu inevitabile che vennero espresse idee e proposte per vincolare il loro incontro.
L’idea “REGINA”, fu quella di fondare una Società basata sulla solidarietà tra di loro e nel contempo dedicare una certa assistenza od intervento verso persone meno fortunate e bisognose.
Erano tempi che non esistevano ENTI od ISTITUZIONI disposti o preposti a tale bisogno.
Ripeto, operai, impiegati, esercenti : persone attive, pulite, serene , non tutte ricche finanziariamente ma.......nel cuore sì!
Entusiasti della proposta ......ed ecco ......nasce la Società MUTUA ALLEANZA MILANESE.
Dal Bar di P.zza Piemonte, gli ormai affezionati amici, dopo le opportune informazioni riescono con un certo contributo personale a dislocarsi in una villetta, sfitta di via Trieste.
L’entusiasmo per aver partecipato ognuno all’acquisto della nuova Sede, fa sì che aumenti la volontà per la realizzazione del loro desiderio.
E’ proprio vero, ciò che nasce e desiderato dal cuore, non può fallire; siamo nel 2004 e con grande orgoglio possiamo dire che la M.A.M. esiste ed e’ ancora più solida.
Ritornando alla nostra villetta e, al nostro entusiasmo che era “alle stelle”, venne inserito un BAR, fu attrezzata una saletta per giocatori di carte e per gli amanti del biliardo e, non solo, avendo spazio verso l’interno antistante la Sede venne formato un campo di bocce, attorniato ai bordi con alberi da giardino e tavolini per l’accoglimento di fidanzate, mogli e bambini, felicissimi non solo di essere vicini ai loro cari, ma anche di godersi un buon gelato e le famose “granite”. Sono aspetti semplici ma fatti con serenita’ ....oggi tutto cio’ e’ invidiabile.
In seguito nella villetta fu installato un palcoscenico da teatro dove si esibivano attori non di grido neanche professionisti, ma che donavano l’anima e mostravano una passione straordinaria per l’arte poetica e drammatica. Ricordo alcune commedie: La Pianella Perduta nella neve, Il ferroviere, Il nero non si addice ad Elettra, Le comari di Windsor, e molte altre.
In alternativa alle rappresentazioni filodrammatiche, la sala era affollata di ballerini di ballo liscio (allora in voga), vi era una allegra compagnia, schietta, gente semplice, felice e sorridente con la volonta’ di stare insieme.
La Cooperativa, lo dice la parola stessa, è scuola di democrazia che invita l’uomo a ragionare in modo meno egoistico, e a sentirsi parte integrante di un complesso umanitario e benefico verso tutti.
Partecipare attivamente, osservando e discutendo, significava che ognuno poteva esprimere senza soggezione il proprio parere, si valutavano le idee dei compagni e amici si arrivava a rompere l’isolamento e dare un contributo al consolidarsi dell’idea sociale, questo era il vero simbolo dei nostri pionieri, degni di stima ed ammirazione per la loro correttezza all’iniziativa.
Prima di arrivare alle grandi impresa (per quei tempi) cioè alla costruzione della prima casa in via Trieste, con un sopralzo , preventivato di cinque piani, iniziò così la prima realizzazione sociale della Cooperativa e dando fiducia al consiglio direttivo iniziarono i primi depositi di denaro presso la Società.
L’interesse sui depositi superava quelle della banche di allora, ma da parte di tutti c’era il desiderio di raggiungere il compimento di un grande evento: dare una casa non signorile ma dignitosa, arrivare a ciò sarebbe stato per tutti una grande soddisfazione.
Erano momenti in cui il denaro non circolava facilmente ma veniva guadagnato con grandi sacrifici.
Comunque con i depositi,con gli introiti della Sala Danze, con lo spaccio dei vini, e con le quote di adesione alla società, anche se il valore era limitato, si alimentava il fondo sociale.
Nella sala Buffet si ergeva sulla parete frontale un caminetto in stile marmoreo espressione della serenità familiare.
La società era affidata a soci consiglieri votati nell’assemblea che avevano il compito di eleggere il Presidente ed il segretario ed assumere incarichi vari e delicati per mantenere l’ordine amministrativo e sociale.
Al Consiglio di Amministrazione spettavano gli incarichi di:
- a) Compilare i bilanci;
- b) Accettare donazioni lasciti;
- c) Deliberare compere, vendite e permute;
- d) Amministrare beni sociali ;
- e) Deliberare l’ammissione il recesso e l’esclusione dei soci;
- f) Tenere il libro dei soci;
- g) Nominare procuratori;
- h) Nominare gli impiegati.
Ogni anno con le modalità stabilite per la nomina del Consiglio di Amministrazione, l’assemblea dei soci doveva provvedere alla nomina dei 3 sindaci effettivi per la sorveglianza delle opere sociali e per la revisione di bilancio. Compito delicatissimo ed importante.
Un altro valore per la Società era ed è l’essere aperta a tutti.
Durante il ventennio fascista i soci avevano diversi ideali ma non è mai accaduto che, pur con scontri verbali sui valori dei partiti, accadessero diverbi tali da dividere il loro affetto verso la società.
In quell'epoca non so se per un quale combinazione nelle elezioni d’assemblea venne eletto dai consiglieri come presidente il rag. Roggiani iscritto al partito fascista, fin da subito dimostrò il suo stile di onestà ed intelligenza nel dirigere la cooperativa e, tra l’altro nel periodo in cui lui rimase in carica non accadde che squadre fasciste invasero la sede della società .....
1940/1945 guerra.
Ed ecco a noi figli dei soci della M.A.M. arrivarono le cartoline per la chiamata alle armi. In nostro onore venne allestito un banchetto favoloso.
Furono invitati circa 40 fra figli di soci ed amici. Un pranzo favoloso, le cuoche erano alcune mamme immaginiamoci l’esito.
1945 c’era il ritorno per i fortunati sopravvissuti.
Ed era sempre la M.A.M. con i suoi soci che accoglievano questi reduci con tenerezza e comprensione con attimi di silenzio e con qualche lacrima.
Nel cortile della sede venne eretta una lapide intestata ai caduti partigiani e soldati di tutte le armi.....il cuore dei soci non ha mai smesso di battere.
Ogni anno arrivavano una delegazione sociale umanitaria per dar loro un saluto e per ricordarli.
Vanno ricordati i medici Dr. Zanoli e Dr. Carneluti, di seme Socialista, per il loro impegno e interessamento, hanno prestato con vera dedizione un’assistenza gratuita per tutti i casi familiari
Non scrivo in ordine cronologico e pertanto riprendo con la data 24/12/1922 venne stabilita e decretata la Costituzione della M.A.M. in COOPERATIVA EDIFICATRICE fra soci della Società Mutua Alleanza Milanese.
Lo scopo della Cooperativa era la costruzione e l’acquisto in Milano di case popolari ed economiche, ai sensi di legge, da assegnare o cedere in affitto ai soci.
PATRIMONIO SOCIALE - AZIONI
- Era costituito da un numero illimitato da azioni del valore nominale di £ . 50.
- Eredità, lasciti , donazioni ed elargizioni.
- Fondo di riserva.
Erano ammesse in qualità di soci le Società di Mutuo Soccorso, le Società Cooperative ed i Corpi Morali.
Nel periodo “Dopo guerra”, la M.A.M. è ancora viva, forse più vivace che mai; la resistenza l’aveva salvata.
Si ritorna ad organizzare gite in pullman .....e la vita ricomincia.
Tra l’altro era rimasto solido ed intaccabile, il bene, l’affetto tra soci e Dirigenti.
Gli interventi della Società erano molteplici. Essi si estendevano dagli aiuti assistenziali ai soci più bisognosi ai sussidi per vecchiaia ed invalidità.
I mezzi finanziari per affrontare queste esigenze erano il frutto di un costante lavoro ed impegno, svolto dal Sodalizio in ogni campo di attività.
Nessuno dei dirigenti ed operatori ricevevano retribuzioni per il loro mandato, solo a Natale la Società inviava ad ognuno di loro una cassetta di vino eccellente per festeggia re con allegria in famiglia.
Mentre la Mutua svolgeva la sua opera assistenziale, l’ edificatrice assolveva il compito di affrontare le molteplici richieste da parte dei Soci per ottenere un alloggio e, infatti la Sezione cercava con coraggio e speranza di soddisfare queste richieste.
Nel 1949 lo stato patrimoniale del Sodalizio, consisteva in 180 azioni (di £.100 cad.) possedute da altrettanti Soci effettivi di cui una parte già pensionati.
Superando non poche difficoltà fu portato a termine l’acquisto di un lotto di terreno il Viale Pisa - zona Magenta - per 36 famiglie sistemate in 88 vani.
Nel 1953 continuando l’opera con più coraggio fu acquistato un secondo lotto per la costruzione di 95 vani per l’alloggio di 38 famiglie (in via dei Malatesta ) sempre in zona.
Nel 1954 si sviluppò un nuovo piano di lavoro di un terreno destinato ad un complesso immobiliare che portò alla sistemazione di altre 38 famiglie in 90 vani.
Traducendo in cifre: Vani 323 = Famiglie 131
Il successo della riuscita non è stato facile, ma bisognava dire grazie alla volontà, al lavoro, ai sacrifici e, soprattutto alla correttezza degli amministratori, che hanno saputo con grande capacita’ risolvere i vari problemi e tutti noi abbiamo un buon ricordo di loro ma soprattutto di riconoscenza e di massima stima.
Non è finita .......la M.A.M. continua a farsi onore!!
La casa madre è quella di via Trieste che è stata il primo successo: nato in tempi difficili quando “agiatezza”, era semplicemente un “sostantivo”.
Il progresso sta avanzando e assume un certo valore e, proprio per lo stabile di Via Trieste ( ormai di 5 piani ) viene prospettato l’inserimento di un ascensore.
Per tutte queste persone anziane alloggiate,l’eta’ avanza e chi per eta’ e chi per qualche delicato acciacco era costretto in carrozzina, l’ascensore diventava una necessita’, fino a questo momento cercavano di sostare un momento sui pianerottoli nascondendo con un sorriso la loro fatica.
Gli inquilini di via Trieste fanno una vera e propria richiesta per l’istallazione di un ascensore, se ciò avvenisse sarebbe il raggiungimento di una grande impresa, il Presidente accetta il loro desiderio di buon grado e propone ai consiglieri l’eventuale possibilità d’installare nel caseggiato un impianto di ......un ascensore!!
Gli inquilini sono felicissimi perché la loro richiesta e’ stata accolta , e sono favorevoli ad apportare il loro contributo finanziario, a secondo delle proprie possibilità economiche,importi decisi dal Presidente con l’accordo ed il consenso dei altri Consiglieri.
Per quanto riguarda l’impianto dell’ascensore può essere paragonato ad un “trionfo” che fa onore ai giovani ed anziani che hanno capito la condotta dai loro padri o nonni, in lotta con controversie e difficoltà di quei tempi.
L’attuale Consiglio formato come sempre con votazioni assembleari , sono membri scelti per la loro capacità e meritevoli, e per anni si sono alternati con dedizione e competenza.
A questi nuovi Consiglieri, mancherà l’apporto di un carissimo e grande Ragioniere, il Sig. Mario Florio re dei bilanci con una precisione da “certosino” infaticabile e preciso che nomino con stima e simpatia per i suoi 50 anni di dedizione alla Società (1949-1999) svolgendo il suo compito con estrema chiarezza. Ora in pensione, ma ogni tanto compie la sua visita in Sede rinnovando l’incontro con i soci e coi suoi collaboratori.
Qualche lacrimuccia, un’espressione di una certa malinconia , ma poi una stretta di mano.
Chi scrive a quasi 60 anni di anzianità nel Sodalizio e vorrebbe descrivere le svariate vicissitudini vissute dalla Società.
Voler ricordare persone care , attive, oneste e volenterose significherebbe trasformare il tutto in un romanzo semplice e romantico , ma interessante.
Ora, però devo dedicare un applauso al Presidente attualmente in carica e che da diversi anni ha creato innovazioni nella casa di Via Trieste Il Sig. Antonio Del Sole.
Persino il suo cognome sembra illuminare lo spirito e la dedizione verso il Sodalizio.
Giovane, attivissimo, sempre presente in sede e cordiale con tutti, deciso contro tutti coloro che anziché seguire lo scopo per cui si e’ creata la Società, propone tesi più affaristiche che sociali.
Questo giovane Presidente rispettato e stimato per la Sua correttezza e competenza ha portato innovazioni con spirito democratico, eliminando superflue riunioni consiliari, mantenendo quelle necessarie per eventuali interventi e decisioni di un certo valore.
Nel sotterraneo dello stabile (via Trieste) esisteva una solida cantina contenente botti enormi ripiene di vino per la fornitura ai soci, al bar e d’asporto per i clienti , i tempi cambiano ormai il vino arriva imbottigliato e quindi sistemato in locali adiacenti al sotterraneo.
La cantina viene modificata, rifatta ed abbellita tanto da cambiarla in un salone elegante ed accogliente.
Il salone viene adibito per il raduno dei soci per le assemblee, per festività e varie ricorrenze. Accogliente ed ordinato in modo da offrire un ritrovo per famiglie, ci sono possibilità di festeggiare Battesimi, Cresime o Comunioni dei propri figlioli, con momenti musicali.
Non solo, ma in determinati incontri la sala è aperta ai Soci e familiari per serate o pomeriggi con danze popolari, prevalentemente ballo Liscio che tornando di moda, con la sua eleganza crea gioia ed allegria.
I partecipanti hanno anche la soddisfazione di essere serviti con gentilezza dai baristi del BUFFET della M.A.M.
La Cooperativa ormai puo’ contare sui depositi fiduciari elargiti dai Soci, sugli introiti da parte dell’asportazione del vino ed altre bevande, sugli incassi del biliardo, ma non e’ da dimenticare la cucina funzionante nel salone della M.A.M., frequentata da operai, impiegati, vari rappresentanti, clienti giornalieri molto soddisfatti dalla bontà dei cibi e la gentilezza dei baristi , fattore importante che rende la clientela affezionata alla Cooperativa anche se non diventano Soci.
Mio padre usava ripetermi:
“L’anima della Società è il BUFFET ....IL CUORE .......sono i Soci, IL CERVELLO .......l’amministrazione al completo."
Non è una favola è una realtà!!!!!
Tra l’altro sto pensando che da una semplice, piccola ma dolce villetta sono nati caseggiati. Era una piccola M.A.M. ..........è diventata una grande M.A.M. !!!!!
Un po’ di romanticismo non guasta, chissà mai che serva ad addolcire le acidità, sciocche invidie e cattiverie!!! .....Mah!!!!
La storia e la cooperativa: documenti
Lo statuto della Cooperativa Mutua Alleanza Milanese 5,41 Mb
La storia della Cooperativa Mutua Alleanza Milanese 98,91 Kb
Azione Cooperativa M.A.M. 1,07 Mb
Un'azione del valore di 100 lire rilasciata nel 1935.La sede di via Trieste 948,60 Kb
Le Cariche Sociali di MAM 45,72 Kb
La classica facciata del primo immobile 728,19 Kb
Alcune costruzioni della M.A.M. 1,34 Mb
Tabella consuntiva degli immobili negli anni 50. 327,22 Kb
Premiazione all'ottantesimo anniversario 454,92 Kb